Piccoli consigli (Preambolo)
Una persona che inizia ad avere dei problemi psichiatrici si preoccupa per come cambierà la sua vita. È un momento difficile, in quanto ai problemi psichiatrici si aggiunge una forte preoccupazione per il futuro.
Di fronte alla malattia psichiatrica non si sa sempre esattamente cosa è meglio fare. Si devono perciò evitare le discussioni in quanto portano di regola solo a un aumento della tensione.
Le persone, nei periodi difficili, fanno risaltare di più i propri difetti e le proprie debolezze. Evitare di sottolinearli ulteriormente e cercare invece di evidenziare gli aspetti positivi che restano nascosti.
Evitare di preoccuparsi troppo di quello che può succedere fra un mese o un anno (lavori, vita, sentimenti). Soffermarsi di più sui piccoli piaceri e sulle piccole conquiste quotidiane.
Se un vostro familiare è ricoverato in clinica, ricordarsi di farlo sapere agli amici e parenti. Dire, a chi si interessa, che al proprio familiare farà certamente piacere ricevere un biglietto, un regalo o al momentoopportuno anche una breve visita.

Consigli per i famigliari. (Tradotto dal sito della Vask Zurigo)
Tutti noi famigliari conosciamo dei sentimenti di vergogna, colpa e impotenza e spesso ci chiudiamo in noi stessi. A volte ci rassegniamo di fronte alle istituzioni, alle autorità, al personale sanitario, perché non siamo informati riguardo ai nostri diritti. Con questi consigli VASK vorrebbe dare sostegno ai famigliari per poter trattare meglio la situazione di un malato psichico in famiglia. VASK vorrebbe darvi dei consigli per i momenti difficili, incoraggiarvi a vivere la vostra vita malgrado tutto, ma anche di far valere i vostri diritti di famigliari.

Tra responsabilità e omissione di aiuto:
I malati senza percezione della malattia che rifiutano ogni aiuto ci mettono sempre davanti a questo dilemma: devo agire al posto del malato o devo assumermi la responsabilità? Posso agire contro la sua volontà? Proprio queste domande dei famigliari non possono avere una risposta definitiva.

Tuttavia :
Non agire senza aiuto. Cercate aiuto in gruppi di autoaiuto, presso psicologi e altre persone di fiducia.
Parlate liberamente delle vostre paure e delle difficoltà nei rapporti con il malato.
Cercate di scaricare certe responsabilità a terzi, per esempio coinvolgendo autorità e istituzioni.
Informatevi sui diversi quadri clinici e sulle ultime conoscenze in campo medico.
Accettate il vostro destino senza diventare vittima.
Cercate di porre dei limiti e di non vedere gli avvenimenti come insuccessi personali.
Cercate di liberarvi dai sentimenti di vergogna e colpa: nessuno ha colpa.

Specialmente dopo lunghi anni di malattia cronica
Non paragonate l’ammalato con persone sane.
Accettate la diversa condizione di vita.
Liberatevi dall’esigenza di assumervi un impegno esagerato.
Non sperate che il vostro caro torni come prima dopo una guarigione.
Non sperate di poter accelerare la guarigione con terapie che cambiano continuamente.
Vivete la vostra vita.

Il ricovero coatto
Il ricovero coatto è una situazione opprimente per congiunti e pazienti.

Dovete sapere che …..
Il reparto chiuso è chiuso solo per il paziente.
Voi potete visitare il vostro caro e parlare personalmente con lui.
Potete chiedere la possibilità di parlare con lui al telefono.
Potete informarvi in ogni momento presso il personale sanitario sulle condizioni di salute del paziente.
Il malato ha il diritto di fare ricorso presso la commissione giuridica entro 10-12 giorni.
Il malato puó ritirare il ricorso in ogni momento.
Voi come congiunti dovreste insistere per avere un colloquio con un esperto esterno.
Se ci sarà un’udienza, voi dovreste avere la possibilità di presenziare.

Considerate sempre di:
Non avere aspettative esagerate riguardo alla degenza in clinica psichiatrica.
Pazientare e non esigere entro breve tempo una diagnosi esatta. Spesso la diagnosi è incerta e richiede un’osservazione del malato che deve prima trovare un certo equilibrio.
Accettare la situazione se il paziente non vuole né vedervi né parlarvi al telefono.
Il paziente maggiorenne decide da solo chi puó avere notizie riguardo alla sua persona.

Tuttavia:
Chiedete alla clinica il nome ed il numero telefonico del medico curante e delle persone che assistono il paziente.
Se occorre chiedete un colloquio con il medico curante o il personale sanitario.
Se il medico si nasconde dietro il segreto professionale gli suggerite di chiedere il permesso d’informazione al paziente: molti pazienti sarebbero d’accordo se fossero consultati.
Chiedete al paziente stesso se il medico puó darvi informazioni.
Solo dopo queste prassi accettate il rifiuto del paziente di informarvi.
Malgrado il rifiuto d’informazione voi avete il diritto di avere un colloquio col medico.
Cercate di imporvi con cortesia e determinazione.
Parlate al medico della vostra inquietudine e paura.
Spiegategli che siete il famigliare di riferimento piú vicino al malato e raccontategli le vostre osservazioni e il percorso della malattia dal vostro punto di vista.
Le vostre domande riguardo alla malattia in generale devono avere delle risposte.
Cercate di ottenere un colloquio a tre (paziente, congiunto, medico) quando il malato viene dimesso e discutete le misure per il periodo dopo la degenza.
Chiedete un coinvolgimento nelle decisioni di cura se vi dovete assumere una parte dell’assistenza.

Per altre domande e per un’assistenza VASK è a vostra disposizione.