01 – Commento pianificazione sociopsichiatrica 2004
Comunicato: pianificazione sanitaria ed esigenze dei pazienti e familiari
Vask Ticino (Associazione dei familiari e amici delle persone con disagio psichico) è attiva da ormai due anni. In questo periodo è riuscita a portare avanti in modo continuativo diverse iniziative di supporto ai familiari grazie alla positiva accoglienza ricevuta da tutti i settori della socio-psichiatria. Per gli enti preposti, per i medici e per gli operatori il contatto con i familiari è un’attivit�������������� in più. Questo impegno è però giustificato dai riscontri a più livelli che dimostrano l’utilità del dialogo con i familiari e d’avere un loro parere circa le situazioni vissute e l’efficacia degli interventi d’assistenza.

Le famiglie e le persone toccate da malattie psichiatriche evitano per������, per quanto possibile, di mostrare all’esterno il disagio che vivono. Le associazioni di familiari e di pazienti diventano quindi centrali nel processo di scambio e di valutazione. Vask Ticino concentra le proprie energie in attivit�������� che vanno a diretto beneficio dei familiari e non riesce purtroppo a rispondere a tutte le sollecitazioni e non può stare al passo con i modi e i tempi del dibattito politico.
Vask Ticino intende comunque venire incontro all�����interesse verso i familiari e ha quindi promosso una ricerca al suo interno e ha redatto un elenco di temi e indicazioni che vengono qui di seguito riassunti:

  • Il piano terapeutico per i soggiorni in clinica è demandato unicamente all���equipe ospedaliera (art. 29 LASP – Legge sociopsichiatrica cantonale). La malattia psichica non è però qualcosa che si capisce in pochi attimi, non ci sono radiografie e analisi che si possono fare o trasmettere. L’esperienza dei medici e degli operatori che hanno seguito il paziente fuori dalla clinica è molto utile al momento del ricovero, durante la cura e per la dimissione. Grazie alla collaborazione si possono risparmiare risorse di personale, abbreviare le diagnosi, e mettere a punto piani terapeutici più efficaci. Le prassi operative devono essere riviste e si deve trovare una soluzione per l’ostacolo, rappresentato in certi momenti, dal segreto medico e professionale.
  • La medicina ha fatto passi importanti negli ultimi decenni e le cure ambulatoriali, anche per casi difficili, sono da tempo una realtà. Il reparto chiuso e le misure di coazione rimangono però ancora un punto di riferimento nella società e a livello pianificatorio. Da tempo il personale curante chiede un aggiornamento dei metodi di cura e di riabilitazione per dedicarsi con più intensità alla funzione riabilitativa che costituisce il solo strumento per ridurre le degenze e i costi. Si necessita che i principi contenuti nella LASP trovino una più concreta applicazione a livello politico e pianificatorio.
  • Nei casi in cui mancano i presupposti medici e familiari per un rientro al domicilio la degenza in clinica tende a protrarsi oltre la fase acuta. In Ticino, come già in altri cantoni, sarebbe utile una struttura intermedia di riabilitazione psichiatrica che offra più possibilità di recupero e abbia costi giornalieri più contenuti della clinica.
  • La dimissione dalla clinica o da istituti di riabilitazione comporta difficoltà pratiche ed emotive. Il rientro in società non è mai semplice. Per ridurre i tempi di soggiorno si deve rafforzare la collaborazione con gli operatori sul territorio, in modo che vi sia un servizio efficace d’accompagnamento alle dimissioni.
  • Le industrie farmaceutiche presentano costantemente delle novità. Questa evoluzione positiva porta con se la difficoltà di capire quali siano i vantaggi e gli effetti collaterali dei nuovi prodotti. Si nota come i medici abbiano difficoltà ad avere informazioni che possano aiutare a capire quali siano i cambiamenti rispetto ai prodotti già in uso. L’informazione a disposizione degli specialisti è attualmente limitata a confronti con casi non trattati con medicinali (somministrazione di placebo). Per un effettivo miglioramento della cura servono studi e ricerche che mostrino le differenze e i miglioramenti rispetto ai prodotti già esistenti sul mercato.
  • L’Assicurazione Invalidità è un pilastro della socialità e la rendita AI è spesso il presupposto per usufruire dei servizi sociali messi a disposizione dal Cantone. Questo meccanismo porta a una crescente distorsione: il legame fra rendita AI e misure sociali tende ad accrescere la forza calamitante dell’AI. Chiedere una rendita d’invalidità è, a volte, un passo indispensabile per avere cure migliori e supporti alla riabilitazione. Uscire dall’AI diventa difficile perché si perde la possibilità di trovare un appoggio sociale. Questa impostazione causa alla Confederazione e al Cantone costi ingenti. L’appoggio sociale deve quindi staccarsi il più possibile dalla rendita AI.
  • Per gli invalidi fisici il lavoro è un elemento che pu���������������� peggiorare la situazione medica. Al contrario, per gli invalidi psichici, il lavoro, è un elemento di contatto sociale e quindi un aiuto alla guarigione. Nonostante certi miglioramenti, l’assicurazione invalidità, nata e impostata prevalentemente per fare fronte a malattie fisiche, tende ad essere un freno all�����������attività lavorativa. È importante invece creare occasioni di lavoro e incitare le persone a mantenere i legami lavorativi. Sarebbe utile che le persone che beneficiano di una rendita AI, compatibilmente con il loro stato di salute, possano usufruire e siano nel contempo tenute ad accettare occasioni di lavoro socialmente utili.
  • La legge sociopsichiatrica ha sancito il principio di una collaborazione fra il pubblico e il privato (Art. 4 LASP). Questo principio si è dimostrato valido e irrinunciabile sia per le cure ambulatoriali che per quelle ospedaliere. In questi ultimi anni sono emersi però punti deboli che potrebbero essere evitati con competenze maggiori per controlli alle strutture, agli operatori e per verifiche della fatturazione.
    Lugano, ottobre 2004

Contatto stampa
lic. iur. HSG Domenico Zucchetti
Presidente Vask Ticino
091 921 30 29
Comunicato Vask Ticino pianificazione 2004


 

Convegno

Venerdì 3 dicembre (tutto il giorno)
Torno a casa! Dove? I problemi dell’abitare per persone con problemi psichici e sociali
Qui trovate il programma completo

Serata informativa

marted�� 21 settembre alle ore 20:30 in Via Vella 4 a Lugano-Cassarate
Informazione tra medico, pazienti e familiari e spiegazioni sul mandato e sulla rappresentanza.
Relatrice, Avv. Emanuela Epiney-Colombo, Giudice del Tribunale d’appello e presidente della Camera di cassazione civile